Monte Sant’Angelo ha celebrato i 15 anni UNESCO delle tracce longobarde: “Un patrimonio vivo che parla al mondo”
Published on 29 June 2026 • Cultura
Sul sagrato del Santuario di San Michele Arcangelo la cerimonia per il quindicesimo anniversario del riconoscimento UNESCO. Istituzioni, comunità, Assisi e luoghi micaelici europei insieme per celebrare la Città dei due Siti UNESCO
Una serata intensa, partecipata, ricca di memoria, spiritualità, cultura e visione di futuro. Sul sagrato del Santuario di San Michele Arcangelo, Monte Sant’Angelo ha celebrato il 15° anniversario del riconoscimento UNESCO delle tracce longobarde custodite nel Santuario, inserite dal 25 giugno 2011 nel sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”.
La cerimonia, inserita nel programma di “Monte Sant’Angelo Longobarda” e nel più ampio cartellone “Michael et Franciscus”, ha riunito istituzioni civili e religiose, rappresentanti delle città UNESCO, del mondo accademico, della rete longobarda, del Parco Nazionale del Gargano, della Città di Assisi e dei principali luoghi micaelici europei.
Ad aprire la serata è stato il racconto di Monte Sant’Angelo come Città dei due Siti UNESCO, con il Santuario di San Michele Arcangelo e le Faggete Vetuste della Foresta Umbra, riconosciute nel 2017. Un doppio patrimonio che colloca Monte Sant’Angelo tra le pochissime realtà italiane a poter vantare due riconoscimenti UNESCO sul proprio territorio.
“Viviamo giornate importanti in onore del quindicesimo anniversario del riconoscimento UNESCO. Questa ricorrenza ci consegna una conferma: Monte Sant’Angelo è cresciuta nella consapevolezza del proprio valore e della propria responsabilità”, ha dichiarato il Sindaco Pierpaolo d’Arienzo. “La nostra città si sviluppa intorno al Santuario, il suo luogo primordiale. Da qui continuiamo a proiettare la nostra comunità a livello nazionale e internazionale, forti dell’identità di Città dei due Siti UNESCO”.
Il Sindaco ha ricordato anche l’inaugurazione dell’ex Chiesa di Sant’Antonio Abate, bene culturale restaurato ed eredità del percorso di Monte Sant’Angelo Capitale della cultura di Puglia 2024.
“Restituire alla città un bene culturale significa restituire spazio alla comunità, alla memoria e alla partecipazione. È un altro tassello del cammino avviato con la Capitale della cultura di Puglia e che oggi continua con maggiore forza”, ha aggiunto d’Arienzo.
Nel corso della serata è stato ricordato il valore del sito seriale longobardo attraverso l’intervento di Rosa Palomba, Assessora alla cultura e turismo del Comune di Monte Sant’Angelo e Presidente dell’Associazione Italia Langobardorum.
“Il 25 giugno di quindici anni fa il nostro sito seriale entrava nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Quella data ha segnato una svolta per Monte Sant’Angelo e per gli altri sei siti della rete”, ha dichiarato Rosa Palomba. “Da quel riconoscimento è nata una responsabilità verso le comunità, i territori e le generazioni future. Sette luoghi, un solo racconto: una geografia culturale che unisce il Nord e il Sud, le aree interne e le città. I Longobardi unirono l’Italia nel VI secolo e continuano a farlo oggi”.
“In questi anni abbiamo trasformato il titolo UNESCO in progetti concreti: ricerca scientifica, promozione culturale, didattica, scambi tra scuole, turismo culturale e nuove opportunità. La cultura non è una spesa decorativa, ma sviluppo, identità e futuro”, ha aggiunto la Presidente di Italia Langobardorum.
La cerimonia ha intrecciato parole, immagini, musica e poesia. Sono stati letti testi inediti e omaggi letterari dedicati a Monte Sant’Angelo, tra cui il racconto poetico di Franco Arminio, che ha definito la città “una stazione di sosta tra il mare e il cielo”, e testi di Cristanziano Serricchio, Davide Rondoni, Maria Grazia Calandrone e Mario Desiati, interpretati da Lucia Scarabino, Raffaele Niro, Matteo Gabriele e Angela Picaro, con l’accompagnamento del Quartetto d’archi dell’Orchestra Suoni del Sud.
Ampio spazio è stato dedicato al valore spirituale del Santuario. Padre Ladislao Suchy, Rettore del Santuario di San Michele Arcangelo, ha ricordato come il riconoscimento UNESCO non celebri soltanto i monumenti, ma anche la fede del popolo che nei secoli ha vissuto questo luogo come spazio di incontro con Dio.
“Celebrando questo anniversario non celebriamo solo pietre e monumenti, ma la fede di un popolo che ha reso questo luogo vivo per secoli”, ha dichiarato Padre Ladislao Suchy. “Senza fede, questo Santuario sarebbe solo un cumulo di pietre. I secoli passano, ma la spiritualità resta palpitante e continua a parlare ai pellegrini di oggi e di domani”.
La dimensione storica e scientifica è stata approfondita dalla professoressa Immacolata Aulisa, Direttrice del Centro Studi Micaelici e Garganici “Giorgio Otranto” dell’Università degli Studi di Bari, che ha ricordato il contributo decisivo del professor Giorgio Otranto alla candidatura UNESCO e il valore delle testimonianze longobarde conservate nel Santuario.
“Il Santuario di San Michele Arcangelo è un centro di spiritualità caratterizzato da una continuità culturale ininterrotta dal V secolo ad oggi”, ha dichiarato la professoressa Immacolata Aulisa. “Il riconoscimento UNESCO si fonda sulla presenza di testimonianze integre e leggibili lasciate dai Longobardi: epigrafi, iscrizioni, strutture di accoglienza, segni del passaggio di popoli diversi. È una storia che appartiene a Monte Sant’Angelo ma che ha avuto una straordinaria diffusione europea”.
La serata ha poi allargato lo sguardo al secondo sito UNESCO del territorio, le Faggete Vetuste della Foresta Umbra, con l’intervento di Raffaele Di Mauro, Commissario straordinario dell’Ente Parco Nazionale del Gargano.
“Le Faggete Vetuste della Foresta Umbra sono un laboratorio a cielo aperto di biodiversità, una bellezza senza epoca”, ha dichiarato Raffaele Di Mauro. “Il nostro compito è tutelare e valorizzare questo patrimonio, promuovendo un turismo sostenibile, capace di generare opportunità per le comunità locali”.
Tra i momenti più significativi, anche il dialogo con gli altri siti UNESCO pugliesi. Sono intervenuti il Vice Sindaco di Andria Cesareo Troia e, in collegamento, il Sindaco di Alberobello Francesco De Carlo, che hanno sottolineato l’importanza di lavorare in rete, costruendo un sistema regionale dei patrimoni UNESCO capace di generare cultura, formazione, comunicazione, turismo e sviluppo.
“Dobbiamo ragionare sempre più in termini di sistema, mettendo insieme le differenze territoriali e culturali per farle diventare ricchezza”, ha dichiarato Cesareo Troia, Vice Sindaco di Andria. “La Puglia ha un patrimonio straordinario e la sfida è raccontarlo con competenza, formazione e visione comune”.
“L’esperienza di Alberobello dimostra quanto il riconoscimento UNESCO possa generare sviluppo, lavoro e internazionalizzazione”, ha affermato il Sindaco Francesco De Carlo. “La vera sfida è governare questi flussi, tutelando le comunità e trasformando il patrimonio in opportunità per l’intero territorio”.
Particolarmente emozionante il passaggio dedicato al legame storico e spirituale con Assisi, alla vigilia del rinnovo del Patto di amicizia. Il Sindaco di Assisi Valter Stoppini ha richiamato la forza del rapporto tra le due comunità, unite da San Michele e San Francesco, e ha ricordato il messaggio francescano di pace, rispetto del creato, vicinanza agli ultimi e uguaglianza.
“Essere qui è una grande emozione. Monte Sant’Angelo e Assisi sono unite da un legame profondo, spirituale e comunitario”, ha dichiarato Valter Stoppini, Sindaco di Assisi. “San Francesco ci consegna un messaggio attualissimo: rispetto del creato, vicinanza agli ultimi, uguaglianza. Se ciascuno di noi ne mettesse in pratica anche solo un piccolo pensiero, avremmo un mondo migliore”.
Monsignor Felice Accrocca, Vescovo di Assisi, ha approfondito la devozione di San Francesco per l’Arcangelo Michele, ricordando la quaresima vissuta dal Santo sul monte de La Verna in onore dell’Arcangelo e il valore spirituale di questo legame.
“Francesco nutriva una forte devozione per l’Arcangelo Michele. San Michele lotta contro il drago, e quel drago rappresenta anche la parte peggiore che ciascuno di noi porta dentro di sé”, ha dichiarato Mons. Felice Accrocca. “Possa l’Arcangelo aiutarci a vincerla e a costruire comunità più giuste e fraterne”.
La cerimonia ha avuto anche una proiezione internazionale, con i videomessaggi del Sindaco di Avigliana Andrea Archinà, legato alla Sacra di San Michele in Piemonte, e del Sindaco di Avranches David Nicolas, città francese collegata a Mont Saint-Michel. Entrambi hanno confermato il valore della rete europea micaelica e la volontà di proseguire i rapporti di collaborazione costruiti negli ultimi anni.
“Dalla Sacra di San Michele alla Grotta dell’Arcangelo, mille chilometri ci separano ma siamo uniti dalla stessa devozione e dalla linea sacra dell’Arcangelo”, ha dichiarato nel suo videomessaggio il Sindaco di Avigliana Andrea Archinà.
“Il legame tra Mont Saint-Michel e Monte Sant’Angelo è un segno di amicizia profonda tra popoli e territori”, ha affermato il Sindaco di Avranches David Nicolas, confermando la volontà di proseguire nella costruzione di partenariati futuri.
Il momento conclusivo è stato affidato alla scopertura e alla consegna al Santuario dell’opera d’arte contemporanea “Il peso della parola”, realizzata dall’artista Vito Maiullari.
L’opera nasce da un percorso comunitario promosso durante il Festival Michael e il Festival dell’Inclusione: parrocchie, scuole, associazioni culturali, sociali e sportive hanno donato pietre e parole, trasformate in un’opera collettiva. Sulla roccia del Gargano, una spada d’acciaio — simbolo di San Michele — diventa croce e bilancia, richiamando l’iconografia dell’Arcangelo come pesatore delle anime. L’opera raccoglie le pietre di ventiquattro associazioni e cinque parrocchie, ventinove realtà in totale, come il giorno dedicato a San Michele.
“La Puglia è una zattera di pietra emersa dal mare. Le pietre donate dalla comunità sono diventate materia viva, memoria condivisa, parole incise che restano”, ha dichiarato l’artista Vito Maiullari. “Con quest’opera abbiamo provato a trasformare un gesto collettivo in un segno capace di raccontare appartenenza, spiritualità e comunità”.
A concludere la serata è stato l’Assessore regionale Raffaele Piemontese, che ha definito il Santuario “uno dei simboli internazionali della Puglia” e ha ribadito la vicinanza della Regione a Monte Sant’Angelo.
“Siamo orgogliosi di essere una realtà che da oltre 1500 anni ospita e unisce popoli da ogni parte del mondo attraverso le infrastrutture culturali dei cammini”, ha dichiarato Raffaele Piemontese. “Festeggiamo quindici anni di UNESCO, 1500 anni di Santuario e gli 800 anni di San Francesco d’Assisi. La Regione Puglia è e sarà sempre al fianco di Monte Sant’Angelo”.
La serata - condotta dal giornalista Pasquale Gatta - si è conclusa con la foto istituzionale sul palco e con il ringraziamento alla comunità, alle istituzioni, ai Padri Micheliti, all’Arcidiocesi, alla Regione Puglia, alla Città di Assisi, all’Associazione Italia Langobardorum, all’Università degli Studi di Bari, al Parco Nazionale del Gargano, agli artisti, ai tecnici, agli uffici comunali e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.
Monte Sant’Angelo ha celebrato così non solo un anniversario, ma un cammino: quello di una comunità che custodisce la propria storia e continua a trasformarla in futuro.