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Per aver ucciso il cognato in una lite, Corrado (C. Ninchi) è condannato all'ergastolo. Dopo qualche anno evade, trova la moglie (D. Sassoli) governante in casa di un amico (R. Cialente) che generosamente si fa passare per padre della sua bimba. Per non compromettere la serenità della moglie e l'avvenire della figliola, si ritira e perde la vita in un burrone: suicidio o disgrazia? Dal dramma (1861) di Paolo Giacometti, cavallo di battaglia per celebri attori veristi (Grasso, Novelli, Salvini, Zacconi), già filmato tre volte nel muto (1911, 1913, 1919) F.M. Poggioli (1897-1945) ha tratto un sobrio film di ammirevole coesione drammatica e raffinata eleganza figurativa negli interni (il penitenziario) e negli esterni, girati a Monte Sant'Angelo, pur smorzando la tematica divorzista e giudiziaria del commediografo ligure.
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